Benvenuti nella chiesa “vecchia” di SAN BIAGIO!
La Parrocchia del Vernato è dedicata a S. Biagio, ancora oggi invocato contro il mal di gola. Nel passato era anche protettore contro i morsi dei lupi e degli orsi che un tempo rappresentarono un grave pericolo. Inoltre, S. Biagio era anche patrono dei cardatori, che al Vernato avevano un fiorente collegio, che regolava la lavorazione dei panni e della lana.
Nell’iconografia vernatese, infatti, il Santo è rappresentato non solo con le insegne vescovili e la palma del martirio, ma anche con il pettine da cardare.
Il più antico documento che accenni alla chiesa di S. Biagio risale al 1198. Probabilmente l’edificio primitivo era di modeste dimensioni ad unica navata, proporzionato al numero di abitanti.
Nel corso dei secoli il tempio subì trasformazioni profonde: tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo fu ricostruito mantenendo un’unica, ampia navata, nelle cui pareti furono ricavate diverse cappelle laterali. Al principio del 1600 la chiesa di San Biagio assunse il suo aspetto attuale, anche se non si arrestarono i lavori volti ad apportare all’edificio ulteriori migliorie nell’architettura e nelle decorazioni artistiche (l’edificazione del campanile, la ricostruzione dell’altare maggiore, la realizzazione del tabernacolo, della cantoria, dell’ampio porticato, della gradinata in pietra di fronte alla facciata): tali lavori si poterono considerare conclusi nel 1940, con il rifacimento in marmo dell’altare maggiore e del pavimento del presbiterio.
La chiesa possiede due ingressi: quello principale, al centro della facciata, e uno secondario, sul lato sinistro. In più, in fondo al lato destro, è collegata con la chiesa nuova, costruita ortogonalmente unita ad essa.
La chiesa è interamente in mattoni a vista, a eccezione del portico davanti alla facciata e il campanile, i cui due terzi inferiori sono quasi interamente in pietra. La facciata è dotata di due frontoni, uno grande e triangolare, nella parte alta della facciata, e uno barocco spezzato al vertice.
Il profondo coro posteriore è poligonale con gli spigoli sottolineati esternamente da larghe lesene. Internamente la chiesa è a navata unica, con volta a botte lunettata totalmente priva di decorazioni. Circa la metà delle lunette sono occupate quasi interamente da finestre semicircolari.
La controfacciata è interamente occupata da una cantoria con organo. Nelle pareti laterali interne si aprono cinque archi, solo in parte corrispondenti a cappelle, dato che due corrispondono a spazi vuoti, uno per l’ingresso laterale e uno per il passaggio verso la chiesa nuova. Gli archi sono divisi da lesene scanalate, su cui per altro troverete delle schede per continuare la vostra visita “orante” della chiesa.