Morte di san Francesco di Sales

L’interesse verso il dipinto (olio su tela – cm 200x124), che si trova nella cappella qui sulla destra, è iniziato quando l’attuale parroco (don Gabriele Leone) l’ha trovato abbandonato in un vano scala ad un livello di degrado avanzato e si è concretizzato grazie alla generosa offerta di un donatore privato, che ne ha consentito il restauro. L’intervento (che ha visto impegnate le restauratrici Camilla Fracassi e Marta Aina per diversi mesi nel corso del 2021) è stato anche una fruttuosa occasione per approfondire e confermare le vicende storiche dell’opera.

Al centro della composizione, come riporta l’iscrizione dell’incisione, è raffigurato San Francesco di Sales (vescovo di Ginevra) durante l’apertura del suo sepolcro, avvenuta nell’agosto del 1632, per la cosiddetta recognitio canonica (procedura ecclesiastica finalizzata ad accertare l'autenticità delle reliquie di un servo di Dio, venerabile, beato o santo) in vista della beatificazione.

Il santo poggia la mano sul capo e benedice Giovanna Francesca Frémiot de Chantal, fondatrice insieme a lui dell’Ordine della Visitazione di Maria. Spettatori della scena sono tre vescovi e Tommaso di Savoia - Principe di Carignano - con la sua sposa Maria di Borbone, inginocchiata in primo piano.

 

L’opera è datata 1784 e una nota d’archivio riporta che proprio in quell’anno furono commissionati al pittore valsesiano Giovanni B. Scaramiglia due dipinti per la chiesa di San Biagio a Biella, senza specificarne i soggetti.

 

L’artista, già attivo nella nostra chiesa per aver ritoccato il quadro dell’altare maggiore, guarda allo stile di Lorenzo Peracino (tra i più noti pittori del Settecento valsesiano e di cui fu allievo), per i toni accesi e i volti stereotipati e potrebbe aver eseguito tale pala per un altare laterale – ora non più esistente – dedicato proprio a San Francesco di Sales.

Curiosità 1 – Come mai quest’opera è qui? Pare ci fosse anche un altare dedicato al santo e che questo quadro vi fosse collegato. La devozione a san Francesco di Sales nelle nostre zone era molto diffusa in quei tempi (un po’ come quella a padre Pio oggi, tanto per intenderci), tanto che molte chiese nel biellese hanno riferimenti a questo santo.

 


Posti ai lati dell’ingresso principale su via Rosselli, si trovano due confessionali d’epoca. Di particolare interesse è quello sulla destra, scolpito in legno di noce verso la fine del XVII secolo ed attribuibile agli Aureggio-Termine di Biella.

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