Benvenuti nella chiesa “nuova” di San Biagio!

Allo sviluppo urbanistico che interessò la zona sudoccidentale della città a partire dagli anni del secondo dopoguerra si accompagnò il notevole incremento della popolazione e, di fronte alla parallela crescita del numero dei fedeli, il parroco di allora (don Giuseppe Finotto) ritenne quindi necessario intervenire sulla chiesa parrocchiale per accrescerne la capacità ricettiva con la costruzione di una nuova chiesa.

Per la realizzazione del nuovo edificio furono presentati ben cinque progetti e alla fine venne approvato nel 1965  quello dell’architetto vercellese Enrico Villani, che contemplava l’erezione di una nuova chiesa in calcestruzzo armato a vista con copertura in rame, estesa su una superficie di 950 m2 e collegata a quella vecchia. Al centro dell’edificio (a pianta quadrata con un matroneo a quattro gradinate) sarebbe stato collocato l’altare, realizzato impiegando un enorme tronco di castagno; le ampie vetrate disposte sui lati, oltre che nella cupola centrale a vela, avrebbero garantito un’adeguata luminosità. I locali ricavati nel sotterraneo sarebbero stati destinati ad ospitare l’oratorio.

Nel 1966 Il Comune di Biella concesse la licenza edilizia, i lavori cominciarono il 21 novembre del 1967 ed il 3 febbraio 1968 si procedette alla posa della prima pietra. Il 19 marzo 1970 ci fu la cerimonia della dedicazione della Chiesa Nuova, presieduta dal Vescovo Carlo Rossi.

L’idea iniziale era celebrare tutti in piedi intorno all’altare, ma pian piano spuntarono sedie e poi i banchi, sia nell’aula che nel matroneo. Sotto l’impulso di don Eugenio Zampa (parroco di san Biagio dal 2001 al 2016) furono poi fatti una serie di adeguamenti liturgici: costruzione delle due sacrestie laterali, con crocifisso e tabernacolo annessi; sistemazione dell’area presbiterale con struttura in legno per dare un posto fisso ad ambone, leggio per la preghiera dei fedeli e zona presidenziale; statua della Madonna d'Oropa che accoglie chi entra in chiesa; posa dei vetri colorati sopra quelli trasparenti ecc.


In mezzo ai due confessionali d’epoca (1724), si trova un bel contraltare (1789), ricamato in argento su velluto rosso, recante al centro la figura di san Biagio.

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