Fonte battesimale

Posto vicino all’area presbiterale, è stato scelto dai parrocchiani sulla base di una proposta progettuale sottoposta al loro giudizio. È dunque un’opera condivisa, in quanto deriva dall’incontro fra la proposta originaria e le osservazioni formulate dalla Comunità parrocchiale.

È un’opera estremamente semplice e lineare: consiste infatti in una “tavola” sostenuta da tre “gambe” cilindriche.

La tavola, una lastra di pietra di un certo spessore (realizzata dai fratelli Hu), ha forma triangolare con gli angoli decisamente curvilinei ed una introflessione lungo il lato verso ponente, per consentire i gesti del rito; la giacitura piana, che ne caratterizza la parte prossimale all’altare, diventa poi leggermente discendente verso l’assemblea, quasi a significare il percorso di un’acqua che è destinata a “lavare” i fedeli.

Nel corpo della tavola sono ricavati due incavi per le bacinelle da cui attingere ed in cui versare l’acqua battesimale ed un foro per inserire il cero pasquale. I tre sostegni cilindrici (le gambe) sono in legno, e precisamente di noce, ed il loro diametro è proporzionato al peso della tavola.

Al contrario del Battistero della chiesa antica non c’è in questo nuovo fonte una particolare opera d’arte, uno specifico arricchimento artistico. Anzi si può dire che ciò che attrae è proprio la sua semplicità e povertà costruttiva: la pietra ed il legno sono infatti i materiali da costruzione a cui l’uomo fin dalle origini ricorre per le sue opere. Una semplicità che vuole significare l’essenza del Battesimo e indirizza l’attenzione di chi vi prende parte sul suo significato, sui gesti e le parole del rito e non sulla vistosità del contorno ambientale.

Un pregio, se così si può dire, di questo nuovo fonte battesimale è il suo legame con l’altare, dovuto non solo alla vicinanza (vi è addirittura tangenza), ma anche alla stessa purezza di linee ed all’identità di materiali, pietra e legno (castagno l’altare, quercia nel fonte, quasi a voler identificare il territorio). Non mancano però delle inversioni a significare la diversità delle funzioni: nell’altare è la mensa ad essere in legno, nel fonte lo sono i sostegni; nell’altare il cilindro è orizzontale, nel fonte i cilindri di sostegno sono verticali; nell’altare i sostegni in pietra sono incavati ad arco di cerchio, nel fonte gli angoli della tavola in pietra sono delle evidenti estroflessioni circolari.

((Dal Bollettino della Parrocchia di S. Biagio, 2022)


Nel dicembre 2022 è avvenuta la posa del mancorrente nel matroneo, installazione che si attendeva da anni per essere a posto con le norme di sicurezza

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